Quando gli ultimi grappoli vengono pigiati e il mosto inizia il suo viaggio verso il vino, ciò che rimane nella pressa — bucce, vinaccioli, raspi — racconta una storia propria. Sono le vinacce, testimoni silenziose della vendemmia.

A Viticcio, non le consideriamo uno scarto, ma una parte viva del ciclo della vigna. Ricche di profumo e colore, le vinacce custodiscono l’essenza dell’uva — la memoria del sole, della pioggia, della terra. Sono lo spirito concentrato dell’annata appena conclusa.

Dopo la spremitura, le vinacce ancora respirano. Il loro calore si sprigiona piano, liberando note di frutta fermentata e di terra. Le Vinacce torneranno alla terra, chiudendo il cerchio naturale: ciò che nasce dal suolo, al suolo ritorna.

C’è una bellezza silenziosa in questo momento: la cantina colma di profumi di trasformazione, la promessa di una nuova vita che nasce da ciò che resta.


Le vinacce ci ricordano che, nel vino, nulla finisce davvero — tutto si trasforma.